<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" ><generator uri="https://jekyllrb.com/" version="4.4.1">Jekyll</generator><link href="https://extinctionrebellion.it/feed.xml" rel="self" type="application/atom+xml" /><link href="https://extinctionrebellion.it/" rel="alternate" type="text/html" /><updated>2026-07-17T10:40:21+00:00</updated><id>https://extinctionrebellion.it/feed.xml</id><title type="html">Extinction Rebellion - Italia</title><subtitle>Pagina italiana del movimento Extinction Rebellion</subtitle><entry><title type="html">Extinction Rebellion dipinge di verde fluo un Toret di Torino. Questo caldo è una scelta politica</title><link href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/07/17/toret-verde-fluo-xr/" rel="alternate" type="text/html" title="Extinction Rebellion dipinge di verde fluo un Toret di Torino. Questo caldo è una scelta politica" /><published>2026-07-17T00:00:00+00:00</published><updated>2026-07-17T00:00:00+00:00</updated><id>https://extinctionrebellion.it/press/2026/07/17/toret-verde-fluo-xr</id><content type="html" xml:base="https://extinctionrebellion.it/press/2026/07/17/toret-verde-fluo-xr/"><![CDATA[<p><strong>Torino, 17/07/2026</strong> – Un Toret del centro città, che versava in condizioni di degrado, è stato ridipinto di verde fluo da Extinction Rebellion per denunciare gli effetti delle ondate di calore estremo e della siccità. Sulla fontana è comparsa la scritta “Caldo e siccità: il governo ti lascia a secco”, trasformando uno dei simboli dell’acqua pubblica cittadina in un simbolo di protesta contro le politiche climatiche del Governo e della Regione Piemonte</p>

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<p>Nuova iniziativa di Extinction Rebellion a Torino: <strong>un Toret del centro città</strong>, in piazza Arbarello, – che versava in condizioni di degrado - è stato <strong>ridipinto di verde fluo</strong> per richiamare l’attenzione sulle ondate di calore estremo e sulle conseguenze della siccità che ha colpito il territorio negli ultimi mesi. Una protesta artistica dal forte impatto visivo, realizzata su uno dei simboli dell’acqua potabile pubblica torinese: un bene comune gratuito e indispensabile, soprattutto nelle giornate di caldo record di questa estate, segnata da temperature mai raggiunte prima.</p>

<p>La fontana di piazza Arbarello, infatti, è stata abbellita con vasi di fiori e bicchieri a disposizione di tutti per abbeverarsi, e una scritta che recita <em>“Caldo e siccità: chi governa ti lascia a secco”</em>, perché l’<strong>ondata di caldo</strong>  di questi mesi sta provocando <a href="https://www.quotidiano.net/salute/news/caldo-mortalita-cabina-regia-ministero-i0yn0zfd" title="https://www.quotidiano.net/salute/news/caldo-mortalita-cabina-regia-ministero-i0yn0zfd">morti</a>, <a href="https://www.ilpost.it/2026/07/12/piemonte-incendi-2026/" title="https://www.ilpost.it/2026/07/12/piemonte-incendi-2026/">incendi</a>, <a href="https://tg24.sky.it/cronaca/2026/06/25/blackout-elettrici-caldo-citta-piu-colpite" title="https://tg24.sky.it/cronaca/2026/06/25/blackout-elettrici-caldo-citta-piu-colpite">danni alle infrastrutture</a> e aggravando la <a href="https://www.ilpost.it/2026/07/13/livello-portata-fiume-po-siccita/" title="https://www.ilpost.it/2026/07/13/livello-portata-fiume-po-siccita/">grave siccità </a>degli ultimi anni.”<em>Il Po è in secca. I ghiacciai stanno fondendo. Di fronte alla spaventosa cecità della Regione Piemonte e del Governo, e a decisioni politiche che vanno in direzione contraria alla tutela della salute dei cittadini e del bene comune, dipingiamo di verde fluo un Toret del centro città perché ricordi a ognuno di noi – in queste giornate di calore estremo – che questo caldo è una scelta politica”</em>, afferma Extinction Rebellion. Anche il colore non è stato scelto a caso: <strong>il verde fluo</strong>, tonalità immediatamente riconoscibile e associata all’allarme e alla contaminazione, è diventato negli anni uno dei codici visivi del movimento. È stato già utilizzato in diverse proteste, tra cui le azioni simboliche che hanno visto alcune acque di <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2025/11/22/acque-verdi-cop30/" title="https://extinctionrebellion.it/press/2025/11/22/acque-verdi-cop30/">fiumi italiani tingersi di verde</a> e la <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/02/13/ecovandalo-governo/" title="https://extinctionrebellion.it/press/2026/02/13/ecovandalo-governo/">campagna di affissioni</a> “Ecovandali”, avviata dal movimento lo scorso anno: manifesti raffiguranti politici nazionali e locali e aziende accusate di attività dannose per l’ambiente, come <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/22/manifesti-leonardo-torino/" title="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/22/manifesti-leonardo-torino/">Leonardo Spa</a>, vengono “colpiti” da una pennellata di verde acido, ribaltando l’accusa di “ecovandalismo” spesso rivolta ai movimenti che si battono per la giustizia climatica.</p>

<p>Tra i responsabili dell’aggravarsi della crisi idrica, Extinction Rebellion, ancora una volta, ricorda le responsabilità della Regione Piemonte e del Governo.  In un periodo storico segnato da siccità sempre più frequenti e da una crescente pressione sulle risorse idriche, la Cabina di Regia per la Crisi Idrica,  istituita presso il Ministero delle Infrastrutture di Matteo Salvini durante la terribile siccità del 2022, si è riunita, dopo un’anno dall’ultima riunione, solo il 9 luglio. Sono stati stanziati 1,7 miliardi di <a href="https://quifinanza.it/green/crisi-idrica-nord-investimenti-mit-2026/1007940/" title="https://quifinanza.it/green/crisi-idrica-nord-investimenti-mit-2026/1007940/">fondi emergenziali</a>, una <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/03/siccita-salvini-convoca-la-cabina-di-regia-il-9-luglio-dopo-un-anno-dallultima-seduta-lintreccio-tra-piani-fondi-vecchi-problemi-e-guerre-dellacqua/8437744/" title="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/03/siccita-salvini-convoca-la-cabina-di-regia-il-9-luglio-dopo-un-anno-dallultima-seduta-lintreccio-tra-piani-fondi-vecchi-problemi-e-guerre-dellacqua/8437744/">misura ritenuta insufficiente</a> dall’Associazione Nazionale dei consorzi irrigui, di fronte al cronicizzarsi della crisi. la Giunta Cirio, nell’estate 2025, proponeva una disposizione di legge (Lg. 9/2025 Art. 34 su deflusso ecologico e Art. 50 su aree protette) che consentiva un <a href="https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/697678/la-legge-per-prosciugare-i-fiumi-non-passa-schiaffo-della-corte-alla-regione-piemonte.html" title="https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/697678/la-legge-per-prosciugare-i-fiumi-non-passa-schiaffo-della-corte-alla-regione-piemonte.html">aumento dei prelievi </a>di acqua dai fiumi fino al 70% della portata nei periodi di magra, andando di fatto a raggirare la Direttiva Europea 2000/60/CE. La legge, infatti, è stata bocciata dalla Corte Costituzionale nell’aprile 2026  risultando in contrasto con la normativa europea e nazionale nonché priva di fondamenta tecnico scientifiche e valutazioni specialistiche circa il deflusso ecologico. <em>“Una storia che evidenzia la mancanza di visione del Governo e di questa Giunta nei confronti dei temi legati alla salvaguardia degli ecosistemi e del clima, confermata dalla comunicazione dell’ufficio stampa di Forza Italia contro i manifesti attaccati negli scorsi giorni in giro per Torino”</em> commenta Extinction Rebellion, riferendosi al <a href="https://www.ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it/notizia/torino/extinction-rebellion-nel-mirino-di-forza-italia" title="https://www.ilgiornaledelpiemonteedellaliguria.it/notizia/torino/extinction-rebellion-nel-mirino-di-forza-italia">comunicato stampa</a> inviato da Marco Fontana di Forza Italia. <em>“Ancora una volta, nonostante l’evidenza dei dati, si nega il contributo alle emissioni globali dell’Italia e dell’Europa, attribuendo colpe e responsabilità ad altri, e riducendosi a gestire come emergenza una situazione ormai cronica e strutturale”</em>.</p>

<p><em>Extinction Rebellion</em></p>

<p>📸 <a href="https://drive.google.com/drive/u/1/folders/1gn2H69XsZ3Mh3bQ2F7w7sOEwPl3EdRCg"><strong>Cartella con foto e video</strong></a></p>

<p>📧 <strong>Contatti Stampa:</strong> <a href="mailto:stampa@extinctionrebellion.it">stampa@extinctionrebellion.it</a></p>]]></content><author><name>Extinction Rebellion Italia</name></author><category term="Press" /><summary type="html"><![CDATA[Torino, 17/07/2026 – Un Toret del centro città, che versava in condizioni di degrado, è stato ridipinto di verde fluo da Extinction Rebellion per denunciare gli effetti delle ondate di calore estremo e della siccità. Sulla fontana è comparsa la scritta “Caldo e siccità: il governo ti lascia a secco”, trasformando uno dei simboli dell’acqua pubblica cittadina in un simbolo di protesta contro le politiche climatiche del Governo e della Regione Piemonte]]></summary></entry><entry><title type="html">Torino, Extinction Rebellion affigge maxi-manifesti su Leonardo spa. Ecovandalo è chi produce armi</title><link href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/22/manifesti-leonardo-torino/" rel="alternate" type="text/html" title="Torino, Extinction Rebellion affigge maxi-manifesti su Leonardo spa. Ecovandalo è chi produce armi" /><published>2026-06-22T00:00:00+00:00</published><updated>2026-06-22T00:00:00+00:00</updated><id>https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/22/manifesti-leonardo-torino</id><content type="html" xml:base="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/22/manifesti-leonardo-torino/"><![CDATA[<p><strong>Torino, 22/06/2026</strong> – <em>Extinction Rebellion affigge maxi-manifesti contro Leonardo spa vicino la sede di Corso Marche. Le immagini mostrano un dirigente dell’azienda sotto la scritta “Ecovandali”, davanti a una Torino in guerra, tra fumo e macerie, per denunciare il ruolo dell’industria bellica nella distruzione dei territori. L’azione arriva in risposta al tentativo di Leonardo di portare a processo quattro attivisti del movimento</em></p>

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<p>Nuova iniziativa di Extinction Rebellion a Torino, nella zona di piazza Massaua, dove sono stati affissi una serie di maxi-manifesti su Leonardo spa, gigante italiano della difesa e dell’aerospazio. Le immagini mostrano un dirigente dell’azienda in giacca e cravatta, sotto la grande scritta Ecovandali, davanti a uno scenario di distruzione in una Torino in guerra, tra fumo, macerie e paesaggi aridi, in una rappresentazione esplicita del legame tra industria bellica, devastazione ambientale e crisi globale. Sullo sfondo dei manifesti compare anche la ciminiera dello stabilimento di corso Marche, già teatro dell’azione del marzo 2025, quando Extinction Rebellion aveva scritto a grandi lettere <em>“Life Not War”</em>. Un gesto che è oggi al centro di un procedimento legale: proprio oggi – 22 giugno - si tiene infatti la Camera di Consiglio al Tribunale di Torino con i legali del movimento e quelli di Leonardo spa, in cui si deciderà se portare a processo, con l’accusa di imbrattamento, le quattro persone che salirono sulla ciminiera.</p>

<p><em>“Torniamo nel quartiere dove ha sede una delle principali aziende italiane, partecipata dallo Stato, che - con la complicità del governo italiano - produce e vende armi impiegate in bombardamenti indiscriminati che devastano territori e popolazioni, per richiamare l’attenzione degli abitanti su chi, nel loro quartiere, trae profitto dalla guerra.”</em> afferma Extinction Rebellion. <em>“La stessa azienda che oggi denuncia quattro persone per aver scritto Life Not War su una ciminiera dismessa. Chi è davvero responsabile di sporcare o deturpare i beni altrui? Ecovandalo è chi produce armi!”.</em> Extinction Rebellion ribalta quindi l’accusa di “imbrattamento” rivolgendo invece ironicamente a Leonardo il termine “ecovandalo”, spesso utilizzato dagli esponenti del governo in forma di accusa nei confronti dei movimenti ecologisti e <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/02/13/ecovandalo-governo/">già utilizzata</a> in altri manifesti ironici attaccati del movimento su altri esponenti politici come Cirio, Meloni, Salvini e Pichetto Fratin.</p>

<p>Questa volta, al centro dei manifesti c’è il ruolo di Leonardo all’interno del contesto internazionale segnato dal riarmo e dall’intensificarsi dei conflitti. L’azienda è uno dei principali attori europei nel settore della difesa e partecipa alla produzione e allo sviluppo di sistemi militari utilizzati in diversi scenari globali. Negli ultimi anni il fatturato è sempre aumentato, grazie soprattutto all’esportazione di sistemi d’arma in Ucraina e Palestina, e nel 2025 l’utile netto è stato di <a href="https://www.lindipendente.online/2026/02/26/leonardo-spa-cresce-piu-del-previsto-grazie-al-riamo-maxi-dividendi-agli-azionisti/">19,5 miliardi</a>. Come riportato da diversi studi e report internazionali, questo modello industriale contribuisce non solo all’escalation bellica, ma anche alla <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/29/la-denuncia-di-marevivo-in-ucraina-e-nella-striscia-di-gaza-e-in-corso-anche-un-disastro-ambientale/8076075/">distruzione di interi territori</a>, con impatti profondi sugli ecosistemi e sulle comunità. In Ucraina la distruzione di centrali, dighe e impianti industriali ha liberato nell’ambiente tonnellate di metalli pesanti e idrocarburi. A Gaza polveri tossiche e amianto inquinano l’aria, i terreni agricoli sono devastati e l’80% degli alberi è andato perso.</p>

<p>Di fronte a queste evidenze e alle crescenti proteste della società civile, aziende come Leonardo stanno rispondendo con campagne mediatiche e querele. È di questi giorni, infatti, la notizia di una <a href="https://www.editorialedomani.it/fatti/leonardo-denuncia-due-attivisti-chiede-150mila-euro-danni-diritto-manifestare-qjk5wajj">richiesta danni di 150mila euro</a>  da parte di Leoanrdo spa a due attivisti romani che nel dicembre 2024, insieme a decine di altri, parteciparono a una passeggiata rumorosa e pacifica nella sede romana di Leonardo per chiedere lo stop alle forniture di armi a Turchia e Israele. <em>“Sempre più aziende ed esponenti politici stanno denunciando movimenti e associazioni per le azioni con cui, in questi anni, abbiamo cercato di portare alla luce le loro responsabilità. Potranno anche provare a silenziarci, faremo parlare i muri e i pannelli delle città”,</em> conclude Extinction Rebellion.</p>

<p><em>Extinction Rebellion</em></p>

<p>📸 <a href="https://xrb.link/I6ZY2m"><strong>Cartella con foto e video</strong></a></p>

<p>📧 <strong>Contatti Stampa:</strong> <a href="mailto:stampa@extinctionrebellion.it">stampa@extinctionrebellion.it</a></p>]]></content><author><name>Extinction Rebellion Italia</name></author><category term="Press" /><summary type="html"><![CDATA[Torino, 22/06/2026 – Extinction Rebellion affigge maxi-manifesti contro Leonardo spa vicino la sede di Corso Marche. Le immagini mostrano un dirigente dell’azienda sotto la scritta “Ecovandali”, davanti a una Torino in guerra, tra fumo e macerie, per denunciare il ruolo dell’industria bellica nella distruzione dei territori. L’azione arriva in risposta al tentativo di Leonardo di portare a processo quattro attivisti del movimento]]></summary></entry><entry><title type="html">A processo per aver scritto Life not war su una vecchia ciminiera. Leonardo spa contro Extinction Rebellion</title><link href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/17/leonardo-denuncia-xr/" rel="alternate" type="text/html" title="A processo per aver scritto Life not war su una vecchia ciminiera. Leonardo spa contro Extinction Rebellion" /><published>2026-06-17T00:00:00+00:00</published><updated>2026-06-17T00:00:00+00:00</updated><id>https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/17/leonardo-denuncia-xr</id><content type="html" xml:base="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/17/leonardo-denuncia-xr/"><![CDATA[<p><strong>Torino, 16/06/2026</strong> – <em>Leonardo ha denunciato i quattro attivisti di Extinction Rebellion che, nel marzo del 2025, scalarono una ciminiera dismessa nei suoi stabilimenti per scrivere “Life not War”, in difesa della vita e del pianeta. L’accusa è di imbrattamento e il 22 giugno ci sarà l’udienza predibattimentale.</em></p>

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<p>La principale azienda italiana del settore militare e dell’aerospazio, la Leonardo spa, vuole portare a processo quattro attivisti di Extinction Rebellion per una protesta realizzata a <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2025/03/14/xr-sulla-ciminiera-leonardo/">marzo del 2025</a> a Torino. L’azienda accusa il movimento di “imbrattamento” (art. 639 cp) per aver raggiunto una ciminiera in disuso all’interno del complesso industriale di corso Marche e avervi realizzato la grande scritta “Life Not War”, la cui rimozione – disposta nel giro di poche ore – sarebbe costata circa 10 mila euro. «<em>Una delle aziende che più in questi anni ha tratto profitti dall’escalation bellica globale, vuole portare a processo 4 persone per aver scritto su un pilone di cemento abbandonato che servono investimenti nella vita e non nella guerra</em>», afferma Extinction Rebellion. «<em>Se c’è un messaggio che emerge da questa vicenda è che Leonardo ha scelto ancora una volta la direzione contraria: War Not Life».</em> Il prossimo 22 giugno, al Tribunale di Torino, è fissata la prima udienza pre-dibattimentale tra i legali del movimento e quelli dell’azienda, che dovrà stabilire l’eventuale avvio del processo.</p>

<p><strong>Le ragioni della protesta</strong></p>

<p>La protesta estremamente simbolica di Extinction Rebellion aveva avuto l’obiettivo di denunciare pubblicamente le responsabilità di Leonardo e del governo italiano nella vendita di armi impiegate in bombardamenti indiscriminati in diverse aree del mondo. Il movimento punta il dito sulla <a href="https://altreconomia.it/la-vendita-di-materiale-darmamento-di-leonardo-a-israele-finisce-in-tribunale/">fornitura di armi e servizi bellici a Israele</a>, come, ad esempio, materiali e servizi per i velivoli M-346 su cui si esercitano i piloti dell’aeronautica militare israeliana che poi guidano i caccia F-16 e F-35 utilizzati per i bombardamenti. Allo stesso tempo, l’iniziativa del marzo scorso voleva portare l’attenzione sull’aumento dei fondi destinati al riarmo, a scapito degli investimenti per la transizione ecologica e la sicurezza sociale. L’azione arrivava infatti a pochi giorni dall’approvazione al parlamento europeo della risoluzione per Riarmare l’Europa (<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/difesa-ue-von-der-leyen-presenta-piano-800-miliardi-AGLV16ID?refresh_ce=1">Rearm Europe</a>), un progetto che mobiliterà fino a circa 800 miliardi per potenziare gli investimenti dei singoli Stati membri nella Difesa. Più in generale, la spesa militare globale è a livelli record, con <a href="https://www.ilpost.it/2025/04/28/spesa-militare-mondiale-2024/" title="https://www.ilpost.it/2025/04/28/spesa-militare-mondiale-2024/">aumenti che non si vedevano dalla Guerra Fredda</a>, e nell’ultimo decennio in Italia è aumentata di circa il 30%, con ripercussioni dirette anche sul clima: il settore militare è infatti responsabile del <a href="https://altreconomia.it/limpatto-degli-eserciti-e-del-settore-militare-sulla-crisi-climatica/">5% delle emissioni climalteranti</a>, come evidenziato in un rapporto pubblicato in aprile. Contemporaneamente, gli impegni e gli investimenti degli scorsi anni sulla decarbonizzazione vengono abbandonati, come si evince dal rinvio delle <a href="https://www.ilpost.it/2026/03/30/centrali-carbone-accese-2038/">chiusure delle centrali a carbone</a> al 2038 e dagli enormi <a href="https://www.open.online/2025/02/02/contraddizione-italia-gas-consumi-investimenti/">investimenti in gas fossile</a>.</p>

<p><strong>Il ruolo di Torino nel settore della Difesa</strong></p>

<p>In questo scenario, Torino occupa una posizione centrale in Italia. Il capoluogo piemontese è infatti oggi uno dei principali poli dell’industria aerospaziale e della difesa, grazie alla <a href="https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/26_maggio_20/torino-citta-delle-armi-una-mappa-svela-la-filiera-bellica-34ec3685-f6b3-462b-b48f-80ed07916xlk.shtml" title="https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/26_maggio_20/torino-citta-delle-armi-una-mappa-svela-la-filiera-bellica-34ec3685-f6b3-462b-b48f-80ed07916xlk.shtml">presenza in crescita di numerose aziende del comparto</a>, mentre l’automotive arretra e la crisi di Mirafiori ridisegna il tessuto industriale. Proprio nell’area di corso Marche, dove ha sede Leonardo ed è stata realizzata la scritta contestata, sorgerà la futura <strong>Città dell’Aerospazio</strong>: un progetto da <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/news_dalle_ambasciate/2024/04/22/torino-investimento-di-13-miliardi-per-citta-dellaerospazio_f9e4b7fe-7c17-4799-b060-20b11518727a.html">1,3 miliardi di euro</a>, con completamento previsto entro il 2028, che punta a integrare ricerca universitaria, industria aerospaziale e della difesa e piccole e medie imprese in un unico grande distretto dell’innovazione. <em>«Negli anni in cui sono state registrate le temperature medie più alte della storia e migliaia di persone hanno perso la vita in guerre e genocidi, l’Europa, l’Italia e le amministrazioni locali continuano ad aumentare le risorse destinate al settore militare»</em>, sostiene il movimento. <em>«Sono fondi che dovrebbero essere impiegati per una transizione ecologica rapida, radicale e democratica, capace di affrontare le cause profonde delle crisi che stiamo vivendo»</em>.</p>

<p><strong>Torino laboratorio della repressione</strong></p>

<p>Si apre così un nuovo fronte giudiziario a Torino, legato alle mobilitazioni contro il riarmo e a sostegno della Palestina che negli ultimi due anni hanno attraversato la città e il Paese. Solo <a href="https://www.osservatoriorepressione.info/torino-laboratorio-della-repressione-dalla-sorveglianza-speciale-ai-teoremi-delleversione-di-piazza/">nell’ultimo autunno</a> si sono registrate infatti decine di denunce, sanzioni da migliaia di euro, diverse misure cautelari e richieste di sorveglianza speciale in seguito a cortei e occupazioni. Questa volta, tuttavia, non è coinvolto soltanto l’apparato statale: a muoversi per pretendere misure repressive è direttamente uno dei principali colossi dell’industria della difesa. Una scelta che segna un ulteriore salto di livello nel conflitto sociale. Intanto, dal movimento, la posizione resta invariata: <em>«Non sarà un’azienda accusata di crimini contro l’umanità come Leonardo a fermare le migliaia di persone che in questi mesi hanno chiesto giustizia. Lo abbiamo scritto sulla sua ciminiera e lo rifaremmo ancora: Life Not War»</em>.</p>

<p><em>Extinction Rebellion</em></p>

<p>📸 <a href="https://drive.google.com/drive/folders/1bqaSHw5jyUoewW2L5kxcuaDMK40h-F_T?usp=sharing"><strong>Cartella con foto e video</strong></a></p>

<p>📧 <strong>Contatti Stampa:</strong> <a href="mailto:stampa@extinctionrebellion.it">stampa@extinctionrebellion.it</a></p>]]></content><author><name>Extinction Rebellion Italia</name></author><category term="Press" /><summary type="html"><![CDATA[Torino, 16/06/2026 – Leonardo ha denunciato i quattro attivisti di Extinction Rebellion che, nel marzo del 2025, scalarono una ciminiera dismessa nei suoi stabilimenti per scrivere “Life not War”, in difesa della vita e del pianeta. L’accusa è di imbrattamento e il 22 giugno ci sarà l’udienza predibattimentale.]]></summary></entry><entry><title type="html">Professoressa bloccata in aeroporto perché ritenuta “pericolosa”. Extinction Rebellion denuncia decine di fermi illegittimi in due anni</title><link href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/12/blocchi-dogana/" rel="alternate" type="text/html" title="Professoressa bloccata in aeroporto perché ritenuta “pericolosa”. Extinction Rebellion denuncia decine di fermi illegittimi in due anni" /><published>2026-06-12T00:00:00+00:00</published><updated>2026-06-12T00:00:00+00:00</updated><id>https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/12/blocchi-dogana</id><content type="html" xml:base="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/12/blocchi-dogana/"><![CDATA[<p><strong>Torino, 12/06/2026</strong> – <em>Bloccata per la terza volta in sei mesi al controllo passaporti dell’aeroporto di Malpensa, perché segnalata come “persona pericolosa”: professoressa di Extinction Rebellion decide di denunciare l’accaduto. Il movimento denuncia decine di fermi simili negli ultimi due anni, senza la redazione di verbale e tutti effettuati su persone incensurate, violando le garanzie previste a tutela della libertà personale.</em></p>

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<p>Lo scorso venerdì mattina, una professoressa di Torino di rientro da Montreal - dove si era recata per assistere il marito vittima di un incidente - è stata bloccata e perquisita dalla polizia di stato al controllo passaporti all’aeroporto di Milano Malpensa, poiché apparentemente risultava segnalata come “persona pericolosa”. La denuncia dell’accaduto arriva da Annalisa, una persona attiva in Extinction Rebellion senza precedenti penali, che ha deciso di rendere pubblico quanto le è successo, dopo l’ennesimo fermo ingiustificato a persone attive nel movimento: <em>“È la terza volta in sei mesi che vengo bloccata al controllo passaporti, uscendo o rientrando in Italia dall’area Schengen. Chiaramente non si tratta di controlli doganali a campione in quanto la lettura del mio passaporto attiva un allerta della Polizia di Stato che fa scattare il fermo e la perquisizione”</em> - dichiara Annalisa -  <em>“Ma  io non ho condanne di nessun tipo, non sono nemmeno mai stata rinviata a giudizio e nessun agente mi ha spiegato quale sia la ragione di questi fermi, né quale sia la lista che stanno consultando.”</em>.</p>

<p>Il caso di Annalisa non è isolato. Extinction Rebellion riporta infatti, negli ultimi due anni, decine di segnalazioni di blocchi al controllo passaporti, in uscita e rientro nell’area Schengen, per persone che hanno anche solo occasionalmente partecipato a proteste del movimento. In tutti i casi, come è successo ad Annalisa, al controllo del passaporto si viene bloccati, per essere accompagnati in una stanza per un’attesa che dura anche ore, per essere poi condotti al controllo doganale del bagaglio. Nei casi più gravi si è arrivati alla perquisizione corporale, alle minacce di denunce per resistenza o, in un caso, a far perdere il volo o a far scendere le persone dal treno. <em>“Gli agenti che eseguono il fermo, tuttavia, anche di fronte a domande precise e circostanziate, non spiegano le ragioni del controllo, non indicano quali sarebbero i presunti profili di rischio, giustificando l’operazione come una perquisizione casuale”</em> commenta ancora Annalisa. <em>“Di fronte alla richiesta di verbale la risposta è sempre stata un rifiuto, giustificato da un generico ‘non è previsto’“</em>. Venerdì tuttavia, dopo molte insistenze, Annalisa ha ottenuto il rilascio di un documento della Polizia di Frontiera, indirizzato alla Dogana di Malpensa, con cui si chiede <em>“ai sensi degli art. 12 e/o 13 del D. Lgs. 141/24 TUD di sottoporre a visita e controllo del bagaglio e degli altri oggetti in possesso della predetta passeggera, nonché a volerla invitare a esibire gli oggetti e i valori portati sulla persona”</em>. Il verbale farebbe quindi riferimento a una perquisizione doganale casuale, fattispecie che Extinction Rebellion, insieme ai suoi legali, ha adesso deciso di mettere in dubbio, alla luce della frequenza di questi controlli a persone legate al movimento e, soprattutto, al ripetersi del controllo a carico della stessa persona nel giro di pochi mesi.</p>

<p>Extinction Rebellion è un movimento internazionale che utilizza la disobbedienza civile nonviolenta per fare pressione sui governi affinché intraprendano azioni incisive e immediate per fermare la distruzione degli ecosistemi e il caos climatico, come si può leggere <a href="https://extinctionrebellion.it/">sul sito</a> dell’organizzazione. Il movimento è attivo in Italia dal 2019 e in questi anni ha portato l’attenzione sulle responsabilità, nel nostro paese, nel mantenere e promuovere un’economia basata sui combustibili fossili, attraverso azioni dirette rigorosamente nonviolente, dal grande impatto visivo, che attirano l’attenzione e che, volutamente, portano disturbo, ma nel corso delle quali non si è mai verificato alcun danno a cose o persone. Nonostante questo, nella <a href="https://www.poliziadistato.it/statics/73/compendio-dati-173.pdf">Relazione</a> per il 173esimo anniversario della Polizia di Stato, aggiornato al 31 dicembre 2024,  Extinction Rebellion viene citata per avere attuato <em>“proteste che hanno portato, come conseguenza delle condotte violente registratesi, al deferimento di 114 attivisti”</em>.  Proteste che, al contrario, hanno invece registrato centinaia di <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2024/04/20/archiviazione-denunce-roccella-torino/">archiviazioni</a> da parte della magistratura che ha più volte riconosciuto la <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2024/01/29/archiviate-denunce-oval-torino/">legittimità delle proteste</a> nell’ambito del diritto di manifestazione e espressione del pensiero garantiti dalla Costituzione, e decine di annullamenti dei fogli di via notificati dalle Questure di Torino e Bologna dai <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2024/03/13/sospesi-fogli-di-via-oval-torino/">TAR Piemonte</a> e Emilia Romagna. In alcune di queste, sono stati inoltre registrati fermi di polizia illegittimi, durati ore, in alcuni casi sfociati in perquisizioni corporali ingiustificate, come a Bologna, nel <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2024/07/10/bologna-abusi-questura/">luglio del 2024</a>, e a Brescia, nel <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2025/01/13/brescia-abusi-questura/">gennaio del 2025</a>. Tutte situazioni ora al vaglio della magistratura in seguito agli esposti presentati dalle persone che hanno subito tali trattamenti.</p>

<p>È quindi probabile che le persone che hanno partecipato a manifestazioni di Extinction Rebellion, anche se non sottoposte a procedimenti penali, siano finiti in un registro riservato delle Forze dell’Ordine che dà loro pieni poteri su come controllare queste persone, senza il parere di un giudice. <em>“È per me incomprensibile come la Polizia di uno stato democratico possa interferire in maniera così invasiva sulla libertà di una persona incensurata e dei suo famigliari senza spiegarne il motivo e senza rispettare l’obbligo di rilasciare un verbale circostanziato o di comunicare l’accaduto a un magistrato”</em> conclude Annalisa. <em>“È mio diritto, e di tutte le persone di Extinction Rebellion, sapere perché accade questo. Per questa ragione sto valutando con gli avvocati se ci siano gli estremi per depositare un esposto e invito chiunque a denunciare pubblicamente quanto sta succedendo, prima che sia troppo tardi per la nostra democrazia”</em></p>

<p><em>Extinction Rebellion</em></p>

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<p>📧 <strong>Contatti Stampa:</strong> <a href="mailto:stampa@extinctionrebellion.it">stampa@extinctionrebellion.it</a></p>]]></content><author><name>Extinction Rebellion Italia</name></author><category term="Press" /><summary type="html"><![CDATA[Torino, 12/06/2026 – Bloccata per la terza volta in sei mesi al controllo passaporti dell’aeroporto di Malpensa, perché segnalata come “persona pericolosa”: professoressa di Extinction Rebellion decide di denunciare l’accaduto. Il movimento denuncia decine di fermi simili negli ultimi due anni, senza la redazione di verbale e tutti effettuati su persone incensurate, violando le garanzie previste a tutela della libertà personale.]]></summary></entry><entry><title type="html">Extinction Rebellion tappezza Roma con manifesti di Meloni in manganello. “L’Unica Sicurezza è questo Clima di Merda”</title><link href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/04/Meloni-Manifesti-Roma/" rel="alternate" type="text/html" title="Extinction Rebellion tappezza Roma con manifesti di Meloni in manganello. “L’Unica Sicurezza è questo Clima di Merda”" /><published>2026-06-04T08:10:00+00:00</published><updated>2026-06-04T08:10:00+00:00</updated><id>https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/04/Meloni-Manifesti-Roma</id><content type="html" xml:base="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/04/Meloni-Manifesti-Roma/"><![CDATA[<p><strong>Roma, 04/06/2026</strong> - <em>Extinction Rebellion durante la notte ha tappezzato i muri di diversi quartieri di Roma con manifesti raffiguranti Meloni accompagnati dallo slogan “L’Unica Sicurezza è questo Clima di Merda”, tra i quali uno gigante a Garbatella, a fianco alla sede di Fratelli d’Italia. Si chiude così la settimana di proteste del movimento nella Capitale, iniziata in un’ondata di calore anomala e conclusa con una tromba d’aria in città, costellata da manifestazioni e fermi in questura oltre il limite della legittimità.</em></p>

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<p>Durante la notte Extinction Rebellion ha incollato su muri e bacheche di diversi quartieri di Roma <strong>manifesti raffiguranti Giorgia Meloni</strong> nel mezzo di un’alluvione munita di manganello con la scritta <em>“L’Unica Sicurezza è questo Clima di Merda”</em>. Tra questi, anche uno alto più di due metri, incollato in via Guendalina Borghese a Garbatella, a pochi metri dalla sede di Fratelli d’Italia dove è partita la carriera politica della premier. Con questo ultimo messaggio, il movimento conclude la settimana di proteste nella Capitale, iniziata con un’<a href="https://it.euronews.com/2026/05/31/caldo-estremo-soffoca-leuropa-in-molti-paesi-si-sfiorano-i-40c">ondata di calore anomala</a> e conclusa con <a href="https://www.romatoday.it/cronaca/tromba-d-aria-roma-3-giugno-2026.html">trombe d’aria</a> che ieri notte hanno fatto cadere diversi alberi in città. La <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/04/16/primavera-democrazia/">settimana di manifestazioni</a> preavvisate e azioni dirette lanciata per esigere politiche climatiche serie e radicali in vista delle prossime elezioni, e che ha visto l’inasprimento di misure repressive come conseguenza diretta dei decreti sicurezza promossi ed approvati dal governo Meloni.</p>

<p><em>“Dopo quello che è successo martedì - con il <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/02/roma-fermi-festa-repubblica/">sequestro per oltre 7 ore di 6 persone</a> che stavano provando ad appendere uno striscione nel giorno della Festa della Repubblica - abbiamo deciso di lasciare un ultimo messaggio alla città”</em> commenta Extinction Rebellion.<em>“Se non è più possibile manifestare nelle piazze in nome della sicurezza pubblica, faremo in modo che siano i muri a parlare: l’unica sicurezza di cui dovrebbe importarci è questo clima di merda, e le temperature e i temporali di questa settimana ne sono un esempio”.</em> Il riferimento è alle pesantissime misure repressive disposte dalla Questura di Roma nei confronti del movimento nei giorni precedenti. Dalle restrizioni sull’occupazione in tenda di piazza del Viminale costretta ad essere <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/05/30/Roma-Presidio-Esquilino/">spostata in piazza dell’Esquilino</a> senza motivazioni, alle denunce - a cui probabilmente seguiranno multe per migliaia di euro - per <a href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/01/Palazzo-Venezia-Fermi/">una performance di 20 minuti sotto palazzo Venezia</a>, fino al sequestro di 6 persone per oltre 7 ore impedendogli di dare notizie ai loro legali. <em>“Hanno raccontato per mesi che il decreto sicurezza serviva ad arginare la violenza nelle piazze. Questo è il risultato: persone non violente trattate come criminali e con migliaia di euro di multa da pagare”</em>. Nello specifico, il nuovo Decreto Sicurezza, approvato dal governo e <a href="https://lens.civicus.org/interview/il-decreto-sicurezza-e-il-piu-grande-attacco-al-diritto-di-protesta-della-storia-della-repubblica-italiana/">definito dagli esperti dell’ONU</a>  “il più grave attacco alla libertà di protesta degli ultimi decenni”, introduce <a href="https://it.euronews.com/my-europe/2025/06/05/italia-il-decreto-sicurezza-approvato-dal-senato-tra-le-proteste-dellopposizione-cosa-prev">nuovi reati, aggravanti e sanzioni amministrative</a>, in particolare legati a manifestazioni e proteste.</p>

<p>Nel frattempo, nel corso della settimana la città è stata colpita da due diversi eventi climatici estremi: un’ondata di calore eccezionale e violenti temporali che hanno causato danni diffusi. <em>“Due eventi climatici estremi nell’arco di una sola settimana ci ricordano quanto la crisi climatica sia ormai diventata un problema sociale e sanitario”</em>, dichiara Extinction Rebellion. <em>“Mentre il governo continua a parlare di sicurezza pubblica in relazione all’inasprimento delle pene nei confronti delle manifestazioni, le persone continuano a morire e a pagare i danni causati da ondate di calore estreme, incendi e alluvioni”</em>. L’ondata di calore sull’Europa centrale e occidentale che ha <a href="https://www.lastampa.it/rubriche/il-respiro-delle-alpi/2026/06/02/news/la_grande_ondata_di_caldo_sta_per_finire_ma_l_impatto_sul_nord_italia_ha_un_peso_storico-15644308/">raggiunto il suo picco la scorsa settimana</a> ha visto raggiungere i 38 gradi in diverse città italiane, e temperature fino a 16 gradi sopra la media del periodo nelle zone europee più colpite. Sulle Alpi lo zero termico ha superato i 4000 metri, una quota superiore alla maggior parte delle vette, che, esponendo i nevai montani a uno scioglimento precoce, riduce le riserve idriche alpine e aumenta il rischio di siccità nei periodi estivi, specialmente quando questi eventi si verificano così presto nella stagione. In Italia, come nel resto del mondo, gli eventi estremi si verificano con sempre più frequenza a causa della crisi climatica, con perdite e danni che affliggono la popolazione: si stima che negli ultimi 30 anni siano morte <a href="http://www.germanwatch.org/sites/default/files/2025-02/Climate%20Risk%20Index%202025.pdf">38.000 persone</a> in Italia a causa di eventi climatici estremi, e che in dieci anni si siano accumulati <a href="http://lespresso.it/c/attualita/2026/4/2/crisi-climatica-danni-alluvioni-19-miliardi/61085">19 miliardi di euro di danni</a> derivanti da frane e alluvioni.</p>

<p><em>“Le azioni di questi giorni sono state un piccolo campanello d’allarme e l’inizio di una lunga ondata di agitazione che crescerà fino alle prossime elezioni, affinché sia un monito per tutte le forze politiche, dalla maggioranza all’opposizione”</em> conclude Extinction Rebellion. <em>“Perché le uniche sicurezze da garantire sono quella sociale, sanitaria, lavorativa e climatica”</em>. </p>

<p><em>Extinction Rebellion</em></p>

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<p>Questi illeciti si aggiungono alle reazioni verbalmente aggressive che le persone denunciano di aver ricevuto da parte degli agenti durante il fermo, come <em>“voglio bruciare lo striscione con voi dentro”</em>. Durante la permanenza in Questura, inoltre, gli agenti si sono rifiutati di chiarire alle persone stesse il loro stato legale – se di fermo o di arresto – sostenendo invece che fossero <em>“graditi ospiti”</em>. Informazione che non è stata fornita neanche ai legali del movimento, così la posizione delle persone, nonostante abbiano ripetutamente tentato di contattare Questure e Commissariati nel corso della mattinata.</p>

<p>Tutte e sei le persone sono state rilasciate con denunce per “invasione di terreni ed edifici” (art. 633 cp) nonostante solo tre di loro erano effettivamente entrate nel cantiere e le altre sono state costrette a entrarvi dagli agenti stessi. Tre di loro sono state inoltre denunciate per “resistenza a pubblico ufficiale” (art. 337 cp) per aver praticato resistenza passiva o aver tenuto una bandiera in mano. Oltre a bandiere e striscioni, ad alcune di loro sono state sequestrate anche le telecamere, nonostante non costituissero un corpo del reato, e mancassero dunque i presupposti per il sequestro.</p>

<p><em>“Quanto avvenuto è preoccupante e surreale, un sequestro di persona a tutti gli effetti. Pratiche intimidatorie e illegittime mascherate da gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica, ancora più paradossali se avvengono nella giornata in cui dovremmo celebrare la nostra democrazia.”</em> conclude il movimento <em>“Mentre si verificava questo episodio inaccettabile, si svolgeva la parata per celebrare la Repubblica e la Costituzione: Costituzione che ripudia la guerra, proprio come riportava lo striscione ormai sequestrato. In una Roma sorvolata da aerei caccia, difendere la democrazia sulla Terra diventa un imperativo morale. Li abbiamo denunciati una volta e lo faremo ancora.”</em></p>

<p><em>Extinction Rebellion</em></p>

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<p>📧 <strong>Contatti Stampa:</strong> <a href="mailto:stampa@extinctionrebellion.it">stampa@extinctionrebellion.it</a></p>]]></content><author><name>Extinction Rebellion Italia</name></author><category term="Press" /><summary type="html"><![CDATA[Roma, 02/06/2026 - Dopo oltre 7 ore, le sei persone di Extinction Rebellion prelevate questa mattina dalle Forze dell’Ordine nei pressi dell’Altare della Patria sono state rilasciate dall’Ufficio Immigrazione di Tor Sapienza. A comunicarlo sono state le stesse persone coinvolte una volta uscite dall’edificio, in quanto le comunicazioni con l’esterno sono state impedite fino al rilascio. A tutte loro, infatti, è stato strappato il telefono dalle mani non appena fermate: azione illegittima e ingiustificata, resa ancora più grave dall’aver negato il diritto previsto di contattare un avvocato o contatto di fiducia.]]></summary></entry><entry><title type="html">Festa della Repubblica: prelevate sei persone di Extinction Rebellion. “Nessuna notizia da ore”</title><link href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/02/roma-fermi-festa-repubblica/" rel="alternate" type="text/html" title="Festa della Repubblica: prelevate sei persone di Extinction Rebellion. “Nessuna notizia da ore”" /><published>2026-06-02T00:10:00+00:00</published><updated>2026-06-02T00:10:00+00:00</updated><id>https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/02/roma-fermi-festa-repubblica</id><content type="html" xml:base="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/02/roma-fermi-festa-repubblica/"><![CDATA[<p><strong>Roma, 02/06/2026</strong> - Questa mattina all’alba sei persone che stavano per entrare in azione con Extinction Rebellion sono state prelevate dalle Forze dell’Ordine nelle vicinanze dell’Altare della Patria, dove è prevista la cerimonia del 2 giugno con le più alte cariche dello Stato.</p>

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<p>Da più di cinque ore gli avvocati del movimento non riescono ad ottenere informazioni da parte della Questura e dei Commissariati circa lo stato delle sei persone. Extinction Rebellion denuncia che l’accaduto rappresenta una violazione delle norme da parte delle forze di polizia: chiunque si trovi in stato di fermo, che sia per identificazione, fermo preventivo o arresto, ha il diritto che i propri famigliari o avvocati siano immediatamente informati.</p>

<p>Il gruppo aveva con sé uno striscione con il messaggio “Ripudiare la Guerra, Difendere la Terra”, da esporre in un luogo fortemente simbolico, in cui si celebra ipocritamente l’80esimo anniversario del referendum del 2 giugno 1946 quando gli italiani, e per la prima volta le italiane, scelsero la Repubblica e votarono per eleggere l’Assemblea Costituente. Un voto con cui si decise di rompere con il passato, di liberarsi del Re e della monarchia dei Savoia, che avevano trascinato l’Italia in due guerre mondiali, in diverse spedizioni coloniali, nella dittatura fascista e nella vergogna delle leggi razziali.</p>

<p>L’intervento delle Forze dell’Ordine si è svolto a poche ore e nella stessa piazza in cui ieri 15 persone sono state fermate, trasferite in caserma e minacciate verbalmente dopo aver tentato di appendere uno striscione con la scritta “Dio denaro, Patria in guerra, famiglia alluvionata”.</p>

<p><em>“Quanto sta accadendo è un diretto risultato del clima di repressione e delle politiche securitarie di questo governo, come il decreto sicurezza.”</em> dichiara il movimento. <em>“Mentre in queste ore si festeggia la Repubblica nata dalla lotta antifascista, i suoi principi fondanti vengono calpestati: Una Repubblica democratica non può tollerare che qualcuno possa semplicemente sparire nelle mani dello Stato, neppure per qualche ora. Le forze dell’ordine hanno il dovere di agire nei confini della legge e proteggere chi è in loro custodia.”</em></p>

<p><em>Extinction Rebellion</em></p>

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<p>📧 <strong>Contatti Stampa:</strong> <a href="mailto:stampa@extinctionrebellion.it">stampa@extinctionrebellion.it</a></p>]]></content><author><name>Extinction Rebellion Italia</name></author><category term="Press" /><summary type="html"><![CDATA[Roma, 02/06/2026 - Questa mattina all’alba sei persone che stavano per entrare in azione con Extinction Rebellion sono state prelevate dalle Forze dell’Ordine nelle vicinanze dell’Altare della Patria, dove è prevista la cerimonia del 2 giugno con le più alte cariche dello Stato.]]></summary></entry><entry><title type="html">Palazzo Venezia: Rilasciate le persone di Extinction Rebellion trattenute in Questura</title><link href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/01/Palazzo-Venezia-Fermi-Aggiornamenti/" rel="alternate" type="text/html" title="Palazzo Venezia: Rilasciate le persone di Extinction Rebellion trattenute in Questura" /><published>2026-06-01T19:30:00+00:00</published><updated>2026-06-01T19:30:00+00:00</updated><id>https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/01/Palazzo-Venezia-Fermi-Aggiornamenti</id><content type="html" xml:base="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/01/Palazzo-Venezia-Fermi-Aggiornamenti/"><![CDATA[<p><strong>Roma, 01/06/26 ore 20</strong> - Le persone portate in questura sono state rilasciate. A tutte le persone è stata notificata una denuncia per violazione dell’Art. 18 TULPS per manifestazione non preavvisata, comprese ai fotografi, e alle persone che erano salite sul palazzo anche per Art. 633 invasione di terreno ed edifici. Denunce pretestuose, già archiviate in fase di indagini preliminari in situazioni analoghe in passato, rese ancora piú gravi per essere indirizzate a chi stava legittimamente riprendendo quanto avveniva in uno spazio pubblico.</p>

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<p>Dentro il Commissariato, si sono verificate perquisizioni ingiustificate e requisizioni illegittime dei telefoni. Tra i materiali sequestrati, anche gli zaini che contenevano gli striscioni, nonostante non avessero null’altro al loro interno. Le persone trattenute hanno inoltre riportato di aver ricevuto minacce verbali da parte degli agenti, quali “se ti rivedo qui in giro domani ti tiro un sanpietrino”.</p>

<p>Durante il pomeriggio inoltre, un’altra persona, che aveva preso parte alle azioni preavvisate di Extinction Rebellion negli ultimi giorni, e che era semplicemente seduta nei pressi di Piazza Venezia, è stata accompagnata in Questura, per una notifica di foglio di via, ingiustificatamente, in quanto lo stesso le era già stato notificato qualche settimana fa.</p>

<p>Quello di oggi è un nuovo episodio in cui la satira e la critica verso il Governo vengono impedite, come accaduto in Piazza dell’Esquilino sabato, quando le caricature satiriche di Meloni e Trump esposte durante l’occupazione sono state strappate dalla polizia presente. 
All’alba dell’80esimo anniversario della Festa della Repubblica, i principi democratici di diritto al dissenso vengono sistematicamente traditi. Davanti alla sempre piú grave crisi climatica e la profonda crisi sociale, la priorità rimane reprimere il dissenso e sostenere chi produce guerra e crisi climatica.</p>

<p><em>Extinction Rebellion</em></p>

<p>📸 <a href="https://drive.google.com/drive/folders/1D4LZH1KRXr5Lr8KHWj5oq2mVm5UuqVnh?usp=sharing"><strong>Drive con Foto e Video</strong></a></p>

<p>📧 <strong>Contatti Ufficio Stampa:</strong> <a href="mailto:stampa@extinctionrebellion.it">stampa@extinctionrebellion.it</a></p>]]></content><author><name>Extinction Rebellion Italia</name></author><category term="Press" /><summary type="html"><![CDATA[Roma, 01/06/26 ore 20 - Le persone portate in questura sono state rilasciate. A tutte le persone è stata notificata una denuncia per violazione dell’Art. 18 TULPS per manifestazione non preavvisata, comprese ai fotografi, e alle persone che erano salite sul palazzo anche per Art. 633 invasione di terreno ed edifici. Denunce pretestuose, già archiviate in fase di indagini preliminari in situazioni analoghe in passato, rese ancora piú gravi per essere indirizzate a chi stava legittimamente riprendendo quanto avveniva in uno spazio pubblico.]]></summary></entry><entry><title type="html">Extinction Rebellion: fermi per una performance satirica a Palazzo Venezia. Portati via anche fotografi</title><link href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/01/Palazzo-Venezia-Fermi/" rel="alternate" type="text/html" title="Extinction Rebellion: fermi per una performance satirica a Palazzo Venezia. Portati via anche fotografi" /><published>2026-06-01T17:30:00+00:00</published><updated>2026-06-01T17:30:00+00:00</updated><id>https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/01/Palazzo-Venezia-Fermi</id><content type="html" xml:base="https://extinctionrebellion.it/press/2026/06/01/Palazzo-Venezia-Fermi/"><![CDATA[<p><strong>Roma, 01/06/2026</strong> - <em>Extinction Rebellion ha scalato Palazzo Venezia muniti di tre grandi striscioni riportanti slogan contro il celebre motto legato alla destra autoritaria “Dio denaro, patria in guerra e famiglia alluvionata”. Quindici persone sono state portate in caserma, compresi alcuni fotografi sul posto.  La protesta, in uno dei luoghi simbolo del ventennio fascista, voleva puntare i riflettori sugli effetti della crisi ecoclimatica e denunciare i crescenti finanziamenti in combustibili fossili e guerre dal governo italiano.</em></p>

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<p>Questo pomeriggio, Extinction Rebellion ha scalato Palazzo Venezia - ex sede del governo fascista - muniti di tre grandi striscioni riportanti slogan riportanti lo slogan “Dio denaro, patria in guerra e famiglia alluvionata” contro il celebre motto legato alla destra autoritaria, mentre ai piedi del palazzo delle figure travestite da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto hanno inscenato un teatrino satirico ispirato ai cinegiornali dell’Istituto Luce. La polizia è intervenuta sul posto sequestrando gli striscioni prima che venissero srotolati e identificando le persone presenti, inclusi i fotografi accorsi per documentare la scena. Malgrado il gruppo non abbia opposto resistenza e abbia consegnato i documenti, tutti i cittadini inclusi i fotografi sono stati portati in commissariato. <em>“Quello che è successo oggi è surreale e rappresenta concretamente la deriva autoritaria che stiamo vivendo. Le Forze dell’Ordine hanno portato in caserma attivisti, fotografi e persone che non stavano partecipando alla manifestazione. Hanno strattonato giornalisti e sequestrato telefoni”</em> commenta Paola, una delle persone portata in caserma per essersi travestita da Giorgia Meloni. <em>“Abbiamo già denunciato tre Questure di Italia per queste pratiche illegittime e lo faremo ancora”</em>. Simbolico il luogo in cui tutto questo è accaduto: Palazzo Venezia, utilizzato durante il ventennio fascista come quartier generale politico del Duce e ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili del potere fascista. </p>

<p>Nella quarta giornata di <a href="https://extinctionrebellion.it/primavera-2026/">PrimaVera Democrazia</a>, la settimana di mobilitazione nella capitale lanciata da Extinction Rebellion, il movimento porta in scena una nuova protesta per denunciare la distanza tra la propaganda del governo e le conseguenze concrete delle sue politiche: crisi climatica, riarmo, disuguaglianze e repressione. <em>“Ci parlano di ‘Dio, patria e famiglia’, ma i crescenti effetti del collasso ecoclimatico mostrano il fallimento concreto di questa retorica”</em> commenta Paola, <em>“Non c’è sicurezza in un Paese che investe nel riarmo mentre i territori franano. Non c’è difesa della famiglia quando migliaia di persone perdono casa, salute, lavoro e raccolti a causa di eventi climatici sempre più estremi. Non c’è patria da proteggere se il suolo viene consumato, i fiumi esondano, le città diventano invivibili durante le ondate di calore e intere comunità vengono abbandonate dopo ogni disastro.”</em></p>

<p>La protesta richiama a una situazione ormai difficile da ignorare. Secondo il <a href="http://www.germanwatch.org/sites/default/files/2025-02/Climate%20Risk%20Index%202025.pdf">Climate Risk Index 2025</a>, negli ultimi trent’anni in Italia circa 38.000 persone sono morte a causa di eventi climatici estremi. Frane e alluvioni hanno causato almeno <a href="http://lespresso.it/c/attualita/2026/4/2/crisi-climatica-danni-alluvioni-19-miliardi/61085">19 miliardi di euro di danni</a> negli ultimi dieci anni, con <a href="http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/notizie/attualita/2024/maggio/alluvione-un-anno-dopo-il-bilancio-su-quanto-fatto-dalla-regione-i-contributi-e-le-iniziative">8,5 miliardi</a> legati alle sole alluvioni in Emilia Romagna del 2023. Parallelamente, il Governo continua a finanziare fossili e riarmo: nel 2025 la spesa militare italiana ha raggiunto <a href="https://pagellapolitica.it/articoli/costo-italai-aumento-spesa-difesa-nato">32 miliardi di euro</a>, mentre con il Piano Mattei si sta consolidando la dipendenza dal gas, lasciando alle famiglie il costo della crisi energetica. In Italia, infatti, <a href="https://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2025/12/18/news/poverta_energetica_2024_milioni_famiglie_massimo_storico-425048292/">oltre 2 milioni</a> di famiglie si sono trovate in condizioni di povertà energetica solo nel 2024, mentre nel 2025<a href="https://tg24.sky.it/economia/2026/04/09/prezzo-gas-luce-bollette-dati-enea">le bollette dell’elettricità sono aumentate di circa il 100% e quelle del gas 70%</a>rispetto al 2022.</p>

<p>“<em>È il risultato di un modello che protegge chi trae profitto da fossili, guerra e speculazione, mentre scarica i costi su famiglie, territori e comunità già esposte alla crisi.</em>” continua Ludovico, un’altra delle persone  identificate, “<em>Il punto non è solo la memoria del fascismo, ma la sua eco nelle pratiche politiche del presente: mentre la crisi ecoclimatica rende più insicura la vita di milioni di persone, il Governo restringe gli spazi democratici e criminalizza il dissenso.</em>” Il riferimento è in particolare al nuovo Decreto Sicurezza, approvato dal governo e definito dagli esperti dell’ONU <a href="https://lens.civicus.org/interview/il-decreto-sicurezza-e-il-piu-grande-attacco-al-diritto-di-protesta-della-storia-della-repubblica-italiana/">«il più grave attacco alla libertà di protesta degli ultimi decenni»</a>, che introduce <a href="https://it.euronews.com/my-europe/2025/06/05/italia-il-decreto-sicurezza-approvato-dal-senato-tra-le-proteste-dellopposizione-cosa-prev">nuovi reati e aggravanti</a>in particolare legati a manifestazioni e proteste. “<em>Per questo siamo scesi in piazza oggi e torneremo ancora. Contro un governo che usa valori identitari per coprire politiche di abbandono, repressione e profitto</em>” conclude Ludovico “<em>Pretendiamo che le priorità politiche rimettano al centro le persone, i territori e la democrazia.</em>”</p>

<p><em>Extinction Rebellion</em></p>

<p>📸 <a href="https://drive.google.com/drive/folders/1D4LZH1KRXr5Lr8KHWj5oq2mVm5UuqVnh?usp=sharing"><strong>Drive con Foto e Video</strong></a></p>

<p>📧 <strong>Contatti Ufficio Stampa:</strong> <a href="mailto:stampa@extinctionrebellion.it">stampa@extinctionrebellion.it</a></p>]]></content><author><name>Extinction Rebellion Italia</name></author><category term="Press" /><summary type="html"><![CDATA[Roma, 01/06/2026 - Extinction Rebellion ha scalato Palazzo Venezia muniti di tre grandi striscioni riportanti slogan contro il celebre motto legato alla destra autoritaria “Dio denaro, patria in guerra e famiglia alluvionata”. Quindici persone sono state portate in caserma, compresi alcuni fotografi sul posto.  La protesta, in uno dei luoghi simbolo del ventennio fascista, voleva puntare i riflettori sugli effetti della crisi ecoclimatica e denunciare i crescenti finanziamenti in combustibili fossili e guerre dal governo italiano.]]></summary></entry><entry><title type="html">Le Red Rebels di Extinction Rebellion sfilano per le strade di Roma contro guerre e crisi climatica</title><link href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/05/31/Red-Rebels-Roma/" rel="alternate" type="text/html" title="Le Red Rebels di Extinction Rebellion sfilano per le strade di Roma contro guerre e crisi climatica" /><published>2026-05-31T19:30:00+00:00</published><updated>2026-05-31T19:30:00+00:00</updated><id>https://extinctionrebellion.it/press/2026/05/31/Red-Rebels-Roma</id><content type="html" xml:base="https://extinctionrebellion.it/press/2026/05/31/Red-Rebels-Roma/"><![CDATA[<p><strong>Roma, 31/05/2026</strong> - <em>Le Red Rebels di Extinction Rebellion hanno sfilato questo pomeriggio tra le vie del centro di Roma, da Piazza San Giovanni ai giardini di via Carlo Felice: vestite di rosso per rappresentare il sangue delle vittime dei numerosi conflitti in corso sulla Terra e della crisi ecoclimatica, hanno silenziosamente camminato e protestato contro le politiche ecocide e omicide del Governo.</em></p>

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<p>Questo pomeriggio una ventina di Red Rebels di Extinction Rebellion hanno sfilato da Piazza San Giovanni ai giardini di via Carlo Felice. Figure iconiche rosse ideate nel 2018 nel Regno Unito da <a href="https://redrebelbrigade.com/">Douglas Francisco e Justine Squire</a>, rappresentano il sangue versato a causa della crisi ecoclimatica e che connette tutti gli esseri viventi. Hanno inscenato una marcia solenne e silenziosa, che ribadisce gli stessi temi fondamentali portati da Extinction Rebellion durante l’<a href="https://extinctionrebellion.it/press/2026/05/30/Roma-Presidio-Esquilino/">occupazione di 24 ore</a> di piazza dell’Esquilino. Occupazione che si è conclusa questa mattina con l’esposizione di uno striscione nei pressi del Viminale, luogo in cui doveva originariamente svolgersi l’occupazione, e in cui la polizia questa mattina non ha consentito l’accesso.</p>

<p>“<em>Con la loro sfilata silenziosa, le Red Rebels urlano il nostro dolore per le vittime che guerre e crisi ecoclimatica stanno mietendo in tutto il mondo, e tutta la nostra rabbia per le politiche che il governo porta avanti per finanziare entrambe.”</em> spiega Alba, una delle persone che accompagna le Red Rebels porgendo volantini ai passanti.</p>

<p>Attualmente nel mondo ci sono <a href="https://www.economicsandpeace.org/wp-content/uploads/2025/06/GPI-2025-web.pdf">59 conflitti attivi</a>, il numero più alto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, e nel 2025 il numero di vittime dei conflitti è stato il più alto degli ultimi 25 anni. Oltre a un enorme carico di morte e di ferite fisiche e psicologiche, la guerra è anche causa di devastazioni ambientali e di elevate emissioni di gas serra: interi territori sono resi inabitabili, come la Striscia di Gaza, che, come <a href="https://www.un.org/unispal/document/unep-environmental-impact-of-the-escalation-of-conflict-in-the-gaza-strip/">riportato dall’UNEP</a>, il Programma per l’Ambiente dell’ONU, dal 2023 ha perso il 97% delle sue colture arboree. Anche le infrastrutture per la gestione dell’acqua sono state pesantemente danneggiate, con una perdita dell’84% della capacità di immagazzinamento e del 31% di desalinizzazione e il probabile inquinamento della falda acquifera. Secondo l’UNEP, infatti, “<em>Mentre non è ancora possibile verificare</em> <em>in modo completo il danno inferto all’ambiente, a causa di restrizioni di accesso, è chiaro che la dimensione del degrado è immensa</em>”. Inoltre, l’Università Roma Tre ha stimato che, complessivamente, le attività militari sono responsabili del <a href="https://www.uniroma3.it/articoli/guerre-e-pianeta-workshop-a-roma-tre-sugli-effetti-antropici-dei-conflitti-700510/">6% delle emissioni globali di gas serra</a>: solo durante i due anni e mezzo della guerra a Gaza sono stati emessi <a href="https://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/impronta-carbonio-gaza-guerra/">oltre 32 milioni </a>di tonnellate di CO2 equivalenti, <a href="https://ilmanifesto.it/clima-devastato-311-milioni-di-tonnellate-di-co2">311 milioni</a> nei quattro anni di guerra in Ucraina, quanto produce in un anno un Paese industrializzato come la Francia. Emissioni che contribuiscono all’intensificarsi di eventi estremi, che a loro volta causano vittime ogni anno: ondate di calore in primis, di cui abbiamo avuto uno sfiancante anticipo in questo fine maggio, e che negli ultimi hanno causato oltre <a href="http://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/cambiamenti-climatici/morti-per-il-caldo-nelle-citta-europee/">4.500 vittime nel 2025</a> e <a href="http://www.focus.it/scienza/salute/nell-estate-2024-sono-morti-di-caldo-oltre-19-000-italiani">19.000 nel 2024</a> solo in Italia.</p>

<p><em>“Di fronte a questa tragica situazione, il governo italiano anche per quest’anno sta aumentando le spese militari.” *continua Leonora, un’altra persona sul posto. Negli ultimi 10 anni in Italia le spese militari sono <a href="https://www.milex.org/2025/10/28/spesa-militare-previsionale-pura-in-crescita-di-un-miliardo-nel-2026-per-litalia/">aumentate di circa il 45%</a>, e nel 2026 l’incremento previsto è del 2,8% rispetto al 2025. “</em>Privilegiare la dominazione su altri Paesi, anziché la cooperazione, e l’estrazione di combustibili fossili, alimenta i conflitti e provoca danni ambientali. E la cittadinanza paga il conto”.* Una diretta conseguenza dei conflitti in corso è stato proprio l’aumento vertiginoso dei prezzi dei carburanti, che sono <a href="https://eccoclimate.org/it/crisi-nello-stretto-di-hormuz-gas-prezzi-dellenergia-e-autonomia-strategica-europea/">pesati particolarmente sul portafoglio degli italiani</a> a causa dell’arretratezza della transizione energetica a livello nazionale e della forte dipendenza dal gas da importazione.</p>

<p>“<em>Le Red Rebels non rappresentano solo rabbia e dolore. Sono il simbolo del nostro legame con tutti gli esseri viventi, umani e non umani, in tutto il mondo. E portano la speranza, e la profonda necessità, di un cambiamento verso un mondo non dominato dalla violenza e dalla guerra”</em> conclude Leonora.</p>

<p><em>Extinction Rebellion</em></p>

<p>📸 <a href="https://drive.google.com/drive/folders/12lUER1OT7bQb7nVNLiaNF4N7aTVnKrZG"><strong>Drive con Foto e Video</strong></a></p>

<p>📧 <strong>Contatti Ufficio Stampa:</strong> <a href="mailto:stampa@extinctionrebellion.it">stampa@extinctionrebellion.it</a></p>]]></content><author><name>Extinction Rebellion Italia</name></author><category term="Press" /><summary type="html"><![CDATA[Roma, 31/05/2026 - Le Red Rebels di Extinction Rebellion hanno sfilato questo pomeriggio tra le vie del centro di Roma, da Piazza San Giovanni ai giardini di via Carlo Felice: vestite di rosso per rappresentare il sangue delle vittime dei numerosi conflitti in corso sulla Terra e della crisi ecoclimatica, hanno silenziosamente camminato e protestato contro le politiche ecocide e omicide del Governo.]]></summary></entry></feed>